Dalle barricate della Gen Z agli agguati su LinkedIn, ecco perché la vostra prossima notifica potrebbe essere un’opportunità d’oro o solo un biglietto di sola andata per lo spam.
Quella piccola notifica rossa che lampeggia sullo schermo ha ormai lo stesso potere ipnotico del canto delle sirene per Ulisse, con la differenza che Ulisse non rischiava di trovarsi un promotore di criptovalute di Dubai nella propria cerchia ristretta. Come analista marketing, passo le mie giornate a studiare grafici di engagement, ma la verità è che la decisione di cliccare su "Accetta" o "Ignora" è diventata l'ultima frontiera dell'antropologia digitale.
Siamo nel bel mezzo di una crisi d’identità collettiva: da un lato la brama di visibilità che ci spinge ad accumulare contatti come se fossero figurine Panini, dall'altro l'istinto primordiale di sopravvivenza che ci suggerisce che, forse, quel "John Smith" con la foto profilo generata da un’intelligenza artificiale pigra non voglia davvero scambiare opinioni sul futuro del mercato del lusso.
Nel selvaggio West del B2C, abbiamo assistito a un paradosso generazionale esilarante. Se i boomer e parte dei millennial hanno trasformato Facebook in una sorta di sagra di paese permanente dove si accetta chiunque abbia una faccia vagamente umana — inclusi i gattini e i profili di "Sua Maestà il Caffè" — la Generazione Z ha eretto barricate che farebbero invidia a una fortezza medievale. I giovani oggi praticano una sorta di igiene digitale spietata. Per loro, un profilo pubblico è solo una vetrina pubblicitaria; la vita vera accade nei profili privati, nei "Finsta" o nelle cerchie di amici stretti. Accettare uno sconosciuto su Instagram è visto quasi come un’intrusione domiciliare. Se non hai una "vibe" compatibile o un’estetica curata, la tua richiesta di amicizia finisce nel dimenticatoio insieme ai vecchi status di MySpace. Per i brand, questo significa che entrare nella loro cerchia non è più una questione di algoritmi, ma di affinità elettiva quasi spirituale.
Spostandoci nei corridoi luccicanti del B2B, la faccenda si fa ancora più grottesca. LinkedIn è diventato il teatro di una recita costante dove l'accettazione della richiesta è spesso il preludio a un agguato commerciale. C’è una categoria speciale di professionisti, che potremmo definire "serial networkers", convinti che avere trentamila collegamenti sia l'equivalente digitale di avere un jet privato. Accettano chiunque, dal CEO della multinazionale al tizio che vende condizionatori nel deserto, convinti che la massa critica porti autorità. Poi ci sono i puristi, quelli che se non hai almeno tre referenze incrociate e un saggio breve che spieghi perché vuoi connetterti, ti lasciano nel limbo delle richieste in sospeso per l'eternità.
Il rischio, in questo grande gioco delle parti, è quello che io chiamo il "Pitch Slapping": quel momento magico in cui accetti un professionista dall'aria distinta e, tre secondi dopo, ricevi un messaggio di vendita lungo quanto un capitolo di Guerra e Pace che ti propone soluzioni software per problemi che non sapevi di avere. È qui che l'ironia del marketing moderno si palesa in tutto il suo splendore: spendiamo milioni in analisi dati per personalizzare l'esperienza utente, e poi ci comportiamo come venditori di enciclopedie porta a porta del secolo scorso.
In conclusione, accettare uno sconosciuto è un atto di fede o una mossa di scacchi. Se il vostro obiettivo è il personal branding aggressivo, aprite i cancelli e preparatevi al rumore di fondo. Se invece cercate la qualità, ricordate che un feed pulito vale più di mille follower fantasma che non sanno nemmeno chi siate. In questo ufficio, la regola d'oro resta una: se il profilo non ha una nota personalizzata o se sembra troppo perfetto per essere vero, probabilmente è solo un bot che cerca di rubarvi il tempo o, peggio ancora, di vendervi un corso su come diventare ricchi con le conchiglie.
Spero che questa analisi ti sia utile per navigare meglio nel caos dei feed. Ti piacerebbe che approfondissi come scrivere una richiesta di connessione B2B che non venga cestinata all'istante?

